Angie

Tempo fa, durante un viaggio di lavoro in Giappone, ho conosciuto Angie, una ragazza Cinese di circa trentacinque anni.
Riservata, energica, mai enfatica in quello che le vedevo fare. Siamo diventati amici e ci siamo tenuti in contatto tramite internet.
Qualche tempo fa Angie mi ha confidato una cosa, non la ha detta nemmeno ai suoi genitori che vivono in Canada e la hanno in parte ripudiata perchè non ha accettato un matrimonio di casta, con un uomo Cinese che lei non avrebbe comunque potuto amare.
Angie mi ha detto che è malata, molto malata, e lo era già quando ci siamo conosciuti. Non ha speranza di vivere, e nonostante questo la sua filosofia di vita la porta a non cambiare nulla di quello che ha sempre fatto: il suo lavoro, la palestra, i pochissimi amici, la vita isolata in una casa che mi ha mostrato con la webcam in lunghissimi collegamenti in cui con orgoglio mi ha illustrato il suo personale concetto di arredamento cino-americano, e ha molto pianto raccontandomi che piano piano sente di non essere più lei e di sapere che non tornerà mai indietro.
Angie ama la vita, ama la gente, gli animali (ha tre gatti), ma per esempio rifiuta l'amore perchè sa che darebbe un gran dolore a chi si legasse a lei.
Sono due mesi che Angie non compare più nel mio computer, quando ci penso sento un gran peso e un senso di vuoto.
Al momento di lei ho poche foto e dei filmati lunghi decine di minuti in cui lei, di profilo, guarda davanti a se e sorride, si leva il cappello e aspetta, sempre sorridendo.
Me ne ha mandati tanti, e ogni filmato ha lasciato una traccia indelebile nel mio cuore.
Spero, Angie, spero di vederti di nuovo e spero che tu stia per sempre bene.

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